Arrivano importanti novità per quegli italiani che hanno difficoltà nel restituire all'Inps i debiti contributivi. Con la sua nuova riforma, infatti, l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha cercato di agevolare i cittadini in tal senso, rendendo più favorevoli le condizioni per la restituzione. Non saranno applicati sconti, cosa in cui forse molti speravano, tuttavia sarà possibile contare su una rateizzazione più estesa.
Andiamo quindi ad esaminare il nuovo regolamento, presentato da Inps con la circolare n. 60/2026. Lo scopo del provvedimento è quello di favorire il rientro bonario dei contribuenti, così da evitare spiacevoli contenziosi. Molti, infatti, desiderano mettersi in regola, ma versano in una situazione di difficoltà economica. Ecco perché può andare a loro favore un pagamento dilazionato.
Viene, in sostanza, aumentato il numero delle rate. Da 24, infatti, si passa ben a 60. Le rate avranno cadenza mensile e saranno inserite in un piano di rientro di 5 anni. Tutto questo senza che il contribuente venga penalizzato.
La misura agevolata è rivolta unicamente a quei contribuenti i cui debiti non sono stati ancora trasmessi all'Agenzia delle Entrate. Non solo. Se l'entità del debito arriva fino a 500mila euro, potranno essere concesse soltanto 36 rate mensili. Oltre i 500mila euro, saranno applicate fino a 60 rate.
La domanda per ottenere la dilazione dovrà essere inoltrata esclusivamente per via telematica, accedendo al sito di Inps ed entrando nella pagina "Cassetto previdenziale del contribuente". Saranno le strutture territoriali a gestire la richiesta, esaminandola e infine decidendo sulla rateizzazioni. Fino a 500mila euro (quindi 36 rate) potranno esprimersi i Direttori territoriali. In caso di cifre superiori, la pratica passerà ai Direttori regionali. Questo per poter valutare meglio le singole situazioni. L'Inps si prende un periodo di tempo di circa 20 giorni per poter dare una risposta ai contribuenti.
Se la domanda viene accettata, è importante ricordare che le rate devono essere pagate con assoluta puntualità.
Per quanto riguarda i debiti che potranno essere dilazionati, nel gruppo di interesse rientrano tutti i debiti di natura contributiva ancora gestiti direttamente dall'Inps, anche quelli emersi in fase di controllo, oppure dovuti a un'omissione del cittadino. La nuova regola, invece, non si applica nei confronti dei crediti già versati e presi in carico da Agenzia delle Entrate.