I dubbi di papà Hawking. "Svogliato, studia poco"

Scritto il 24/05/2026
da Andrea Cuomo

I diari del padre Frank rivelano che l'astrofisico da giovane era poco appassionato e motivato

Scansafatiche di tutto il mondo, ecco il vostro (o nostro) eroe. Stephen Hawking. Sì, proprio lui: l'astrofisico, cosmologo, fisico, matematico e tuttologo, dotato di un'intelligenza scintillante e dotato per soprammercato di quell'ironia che gli consentiva di scherzare sulla propria gravissima disabilità e di apparire in esilaranti cammei nella serie The Big Bang Theory, che prendeva di mira gli scienziati nerd e misogini, e di giocare a poker con Isaac Newton, Albert Einstein e il comandante Data in un episodio di Star Trek: The Next Generation.

Prima di dedicarsi alla termodinamica dei buchi neri, i buchi neri Hawking ce li aveva nel profitto universitario. Almeno, è quello che emerge nelle lettere scritte da padre nei primi anni Sessanta, quando Stephen, nato nel 1942, aveva all'incirca vent'anni e si barcamenava all'università di Oxford, senza dare alcun indizio del genio che sarebbe poi diventato. "Siamo un po' preoccupati per come Stephen sta crescendo. Passa il tempo in casa con poca iniziativa e non studia molto", scriveva Frank Hawking in uno dei diari privati rimasti nascosti per decenni nella casa della sorella di Hawking, Mary, e riemersi grazie al lavoro del biografo Graham Farmelo, che ha impiegato anni a decrittare il complesso codice segreto utilizzato dall'uomo nel memoriale. Materiale duro e puro che ha consentito a Farmelo di scrivere una nuova biografia autorizzata, "Hawking", che uscirà a settembre per l'editore inglese John Murray e della quale il Guardian ha anticipato alcuni passi.

Frank era un medico specializzato in malattie tropicali, uno scienziato lui stesso, e nei suoi appunti mostra di non riuscire proprio ad accettare il fatto che il figlio sembrasse considerare la fisica "inferiore alle arti" e mostrasse una scarsissima motivazione, una inclinazione all'ombrosità e a una certa svogliatezza così poco in linea con le aspettative paterne. "Isobel (la madre di Stephen, ndr) dice che lui ha un complesso di inferiorità nei miei confronti (cosa di cui non ha alcun bisogno). Alla sua età io avevo una forte ambizione di fare carriera e se solo avessi avuto anche solo la metà dei suoi vantaggi, avrei fatto molto meglio".

Parole le ultime che assumono un'accezione da umorismo nero si si pensa che poco dopo queste parole, nel 1963, a Stephen venne diagnosticata quella rara forma di sclerosi laterale amiotrofica che negli anni successivi lo avrebbe reso tetraplegico, incapace di parlare autonomamente e obbligato a usare un sintetizzatore vocale per comunicare.

I diari paterni registrano impietosamente le emozioni di quel 1963 che sembrava fatale e che invece si rivelò solo l'inizio di una vicenda dolorosamente straordinaria. I medici avevano dato al ventunenne Stephen un orizzonte di pochi anni di vita, ma anche questa previsione si rivelò sballata, visto che Hawking jr sarebbe riuscito a sopravvivere alla sua "scadenza" per diversi decenni, spegnendosi solo all'età di 76 anni, nel 2018 (morì a Cambridge ed era nato a Oxford, praticamente una lapide-manifesto, la sua) e continuando a lavorare e a divulgare fino all'ultimo. Papà Frank però questo non poteva saperlo, e in un passo del 1967 confessava il suo scoramento: "Tutto è così terribilmente lento. Mi dispiace moltissimo per lui e farò tutto il possibile per aiutarlo. Ma non mi piace stare con lui". Parole terribilmente oneste, teneramente inquietanti, che fanno parte di una storia che il futuro si sarebbe incaricato di raccontare in modo molto diverso.