E il partito musulmano ora pretende la moschea: "I dem ce la devono"

Scritto il 24/05/2026
da Francesco Boezi

Tieri, il fondatore di Muro27, contro il presidente del V Municipio a Roma. "Era nel programma elettorale"

Il partito islamico di Roma vuole la sua moschea. L'associazione MuRo27, presieduta da Francesco Tieri, polemizza con il Pd per la mancata realizzazione del luogo di culto islamico a Centocelle. La stessa moschea che era stata promessa dal "campo largo" in campagna elettorale. In un video postato sul web, l'italiano, che si è convertito all'islam e che ha dato vita alla prima sigla politica islamista nella Capitale, ha attaccato Mauro Caliste, presidente del V Muncipio, invitandolo a "promuovere un'iniziativa nei confronti del Comune, per far emergere sul piano urbanistico i luoghi di culto di tutte le minoranze". Caliste, in sostanza, è accusato di essere inadempiente.

Proprio Tieri, cinque anni fa, aveva provato la scalata a Centocelle candidandosi alle primarie del centrosinistra. Ma la scelta dei cittadini è ricaduta su Caliste, che è finito così al centro delle attenzioni di MuRo27. "Quello che chiediamo - insiste Tieri nel filmato - è la gestione di spazi di preghiera per le minoranze. Alla fine del mandato c'è ancora tempo, il presidente Caliste porti a termine gli impegni assunti". Insomma, la moschea - che era nel programma elettorale dei dem - deve diventare realtà. Sono beghe interne al "campo largo", la coalizione con cui MuRo27 dialoga a Roma, la stessa che continua a candidare numerosi esponenti della comunità islamica nelle istituzioni italiane. "Il caso è riesploso ed è stato lasciato in balia di quelli della Remigrazione. Ma un'amministrazione non può restare a guardare questi processi dal balcone", chiosa Tieri, sempre sul luogo di culto nel quinto Municipio. Il tema è di stretta attualità: il consigliere comunale capitolino di Fratelli d'Italia Federico Rocca e il suo collega Fabio Piattoni, che invece siede in Consiglio municipale, hanno fatto emergere come non esistano i titoli urbanistici per la realizzazione della moschea. L'immobile individuato, che è in un seminterrato a Piazza delle Camelie, non è idoneo. E Tieri, che ha scritto la parte del programma elettorale sulla costruzione di un luogo di culto islamico, non è disposto a rassegnarsi. Ma non è tutto. Le comunità straniere di Roma, guidate sempre da MuRo27, stanno battagliando anche su un'altra questione: la mancata applicazione dell'articolo 20 dello statuto comunale. Sì, perché secondo quella norma, la Capitale, in ogni assemblea, dovrebbe dotarsi di un consigliere straniero. La diatriba è addirittura finita davanti ai magistrati. Chissà se i dem continueranno a considerare Tieri un alleato.

FraBo