"È la partita della stagione" racconta Max Allegri che arriva in coda a un 2026 tragico per le sorti delle sfide domestiche. Solo 3 successi raggiunti a San Siro, la miseria di appena 1 punto guadagnato negli ultimi 3 appuntamenti. "Per questo - spiega sempre Max - serve una partita seria mostrando la stessa attenzione avuta a Genova".
Le scelte poi lo confermano. A dispetto della disponibilità totale dell'intera rosa, resta confermato lo schieramento di Marassi, con Modric, Pulisic e Leao in panchina e solo Saelemaekers preferito ad Athekame, il ragazzo del gol decisivo, Jashari rimesso al centro dopo la positiva prova precedente.
Per ripetere le stesse premesse di una settimana prima, poi c'è l'arrivo annunciato di Gerry Cardinale da Londra e il mini-ritiro deciso dallo spogliatoio. In particolare il ritorno del proprietario è il segnale più importante dopo mesi scanditi da indiscrezioni su dissidi interni quasi a voler rivendicare la regia delle prossime scelte che riguardano non solo il vertice societario ma anche la catena di comando dell'area tecnica (Moncada viene dato in contatto col Nizza avendo capito l'antifona; ndr). "La proprietà fa da traino, non sono io che metto bocca nelle dinamiche societarie" segnala Max a proposito del ventilato ritorno di Adriano Galliani e lascia proprio al patron il compito di rimodellare ruoli e compiti per il futuro ("io non chiedo niente, al Milan sto bene") così da evitare la narrazione di brutali regolamenti di conti (specie con Ibra) che diventeranno materia di discussione da lunedì in poi.
"Se avremo raggiunto l'obiettivo, allora vuol dire che lo avremo meritato" aggiunge Max ringraziando Prandelli del giudizio speso sul suo conto ("un miracolo andare in Champions senza centravanti").
Persino le stoccate rifilate da Beppe Marotta durante i festeggiamenti all'Arena ("siamo l'unica società di Milan con due stelle") rappresentano, a sentire Allegri, "lo stimolo" per spingere il Milan a cambiare registro e rotta strategica. Anche nei confronti di Leao e Pulisic, arrivati a un probabile passo d'addio, Allegri è ecumenico. "Possono dare ancora tanto" è il suo messaggio. Per almeno 24 ore saranno tutti utili alla causa europea.