Presenti in tribuna tutti i patron minuto per minuto. Forse...

Scritto il 24/05/2026
da Tony Damascelli

Tutti i padroni, minuto per minuto. Nuova edizione della storica trasmissione radiofonica, stavolta si tratta della sfilata di presidenti e azionisti pronti ad occupare le tribune per le partite decisive nell'ultimo atto del campionato. I Friedkin saranno a Verona, il magic moment della Roma va seguito con interesse contabile, Cardinale sta vicino al Milan, Sticchi Damiani prepara lo champagne salvezza ospitando il Genoa, di sicuro l'indonesiano di Como, Hartono, non mancherà alla sfida contro la Cremonese di Arvedi, non si ha certezza che John Elkann si trasferisca nella casa del Torino, l'ex Comunale che fu il teatro di imprese bianconere nel tempo bello però dimenticato o evitato. La conferma si è avuta venerdì scorso, trentennale della vittoria, l'ultima, della coppa dei campioni, raduno degli attori di quella sera contro l'Ajax, chiamati dalla società, c'era Lippi, c'erano i suoi ex giovani ragazzi, al centro Elkann che esibiva tra le mani la maglia 9 di Vialli, ignorando che in quella notte la squadra vestì di blu e giallo, si segnala l'assenza - dimenticanza dei dirigenti dell'epoca, nessun accenno, nemmeno una foto di Umberto Agnelli, zio di Elkann e presidente di quel club, proibita qualunque immagine della triade, oblio totale per Giraudo - Moggi - Bettega, così come, nella ditta Ferrari, è vietato nominare Montezemolo, ultimo presidente capace di portare la Ferrari al mondiale e, come Umberto Agnelli, di costruire una squadra di eccellenza. Strane leggi torinesi, come quella del club granata che fa divieto di indossare colori bianconeri nel settore dei propri tifosi, non c'è limite al ridicolo nel Torino di Cairo, mentre Spalletti si attende dai suoi una partita da derby e D'Aversa ha la possibilità di regalare la prima vittoria storica al presidente alessandrino. Premesse forti, intanto l'Inter ha chiuso contro il Bologna, la squadra che nello spareggio del 64 tolse il titolo ai nerazzurri. Anni lontanissimi ma indimenticabili. A differenza di quelli dimenticati a Torino.