La notte dei verdetti è arrivata con le inevitabili sorprese e una doccia gelata per i tifosi del Diavolo. Il Milan di Allegri sembrava avere il compito più facile, visto che affrontava al Meazza un Cagliari già salvo ma, dopo il vantaggio immediato di Saelemaekers si spegne, subendo due reti che condannano i rossoneri all’Europa League. Infatti sugli altri campi Roma e Como non sbagliano e battono in maniera più o meno convincente Hellas Verona, e Cremonese. I fischi pesanti che salutano l’uscita dal campo dell’undici di Allegri segnano il punto più basso di un crollo davvero incomprensibile. Unica notizia positiva il 2-2 della Juventus nel derby della Mole che garantisce al Milan il quinto posto. I verdetti rimangono gli stessi: in Champions vanno Roma e Como, Milan e Juventus solo in Europa League.
Milan-Cagliari 1-2
Visti gli incidenti a Torino, la partita del Meazza prende il via con qualche minuto di ritardo, così da provare a garantire la contemporaneità. Alla fine, però, si decide di non aspettare che la situazione a Torino si sblocchi ed il Milan ne approfitta per portarsi subito in vantaggio. Lancio lungo sulla destra, Gimenez la spizza bene proprio sulla corsa di Saelemaekers, che fa partire un rasoterra incrociato che finisce in fondo al sacco. La partenza a razzo del Milan è una fiammata che non dura, visto che al quarto d’ora a fare la partita sembrano decisamente i sardi. Al 19’ Gaetano riceve un ottimo pallone al limite dell’area: bello il suo destro a giro ma ancora migliore la parata di Maignan, che riesce a mettere il pallone in angolo. Sul corner successivo, però, la sponda perfetta di Yerry Mina mette Borrelli in posizione ideale per trovare la deviazione che vale il gol dell’1-1. Il Milan ci mette qualche minuto per farsi vedere nell’area rossoblù: Saelemaekers fa un bel movimento ed arma il destro di Nkunku, troppo centrale per ingannare Caprile. Buon momento per i rossoneri, con il colpo di testa di Fofana che viene parato dal guardiameta dei sardi.
Dopo la staffetta tra Gimenez e Pulisic, il Milan prova ad attaccare per riportarsi in vantaggio e chiudere una volta per tutte la pratica Champions ma i rossoneri non vanno oltre ad una percussione centrale di Rabiot conclusa con un destro che finisce alto sopra la traversa. Il Cagliari, però, che non ha più niente da chiedere a questo campionato, sta giocando decisamente meglio e si porta in vantaggio su un’azione da calcio d’angolo. Marcature ariose della difesa milanista, spizzata sul primo palo e Rodriguez che può insaccare senza grossi problemi. Dopo il vantaggio della Juventus, il Milan ora sarebbe sesto e fuori dalla Champions: Allegri inserisce Modric, Fullkrug e Athekame al posto di Tomori, Jashari e Nkunku, tra i fischi assordanti del Meazza. Se Pulisic spreca una buona palla gol calciando male dalla destra, anche Rabiot non è preciso dalla distanza: al 68’ Allegri si gioca il tutto per tutto inserendo Rafa Leao al posto di Fofana. A sfiorare il gol, però, sono ancora i sardi, con Maignan costretto agli straordinari per evitare che prima Borrelli e poi Zappa portassero il Cagliari avanti 3-1. Con il Milan rovesciato in avanti ci vuole l’intervento disperato di Gabbia per impedire ad Adopo di segnare: all’86’ Mendy spreca un’occasione enorme quando si impappina davanti a Maignan. I cinque minuti di recupero non cambiano la situazione: Milan sconfitto, addio Champions.
Hellas Verona-Roma 0-2
Al Bentegodi gli scaligeri, retrocessi da un pezzo, cercano di salutare la Serie A con un minimo di dignità nonostante la Roma abbia un bisogno disperato di fare punti per coronare il sogno Champions. La prima palla gol arriva dopo 23 secondi quando, dopo un passaggio suicida di Ghilardi, Suslov mette in mezzo un pallone ottimo per Bowie, la cui girata viene bloccata a terra da un attento Svilar. La Roma non si aspettava certo un atteggiamento così aggressivo da parte dei veneti e ci mette parecchio prima di iniziare a costruire azioni degne di questo nome. Cristante cerca il tiro a giro dalla distanza; ottima l’idea come l’esecuzione ma il pallone si spegne sul fondo di pochissimo. La notizia del pareggio del Cagliari a San Siro sembra dare un po’ di coraggio ai giallorossi, che ci provano ancora da fuori con Soulé, prima di provare a trovare varchi nella difesa scaligera con un giro palla lento e scontato. La prima vera occasione per la Roma arriva al 32’ con l’ennesima punizione di Dybala: Montipò parte con un attimo d’anticipo e riesce a togliere il pallone dal sette. La Joya prova a fare tutto da solo, saltando tre giocatori prima di venir fermato con le cattive da Valentini: il vantaggio del Como è una pessima notizia per i giallorossi, che rischiano tantissimo al 41’ quando Bowie si presenta da solo davanti a Svilar, che riesce in qualche modo a sventare il pericolo.
Gasperini fa entrare El Aynaoui e Ziolkowski al posto di Pisilli e Ghilardi, con i giallorossi che sfiorano il vantaggio subito con Malen. Il momento chiave della partita arriva al 50’, quando Dybala salta secco Valentini che lo trattiene vistosamente, beccandosi il secondo giallo. Buon momento della Roma, con Montipò chiamato ad un intervento plastico per evitare la rete di Soulé dalla distanza: subito dopo la palla sbatte visibilmente sul braccio di Bowie ma ci vuole l’intervento del Var perché Sozza indichi il dischetto. Malen si fa ipnotizzare dal portiere scaligero ma si avventa sulla respinta per ribadire il pallone in porta. La Roma cerca di approfittare dello sbandamento dei padroni di casa e colpisce in contropiede quando Malen lancia Rensch sulla sinistra: bello il suo cross, altrettanto la girata di prima di Dybala ma Montipò riesce in qualche modo a respingere col piede. La girandola di cambi non cambia l’inerzia della gara, ormai fermamente in mano all’undici di Gasperini. Nel finale arriva anche il gol di Stephan El Shaarawy che corona al meglio l’ultima partita con la maglia della Roma.
Torino-Juventus 2-2
Il derby della Mole, fondamentale per le residue speranze dei bianconeri di approdare alla Champions League, si svolge in un clima reso allucinante dagli incidenti che hanno preceduto il calcio d’inizio previsto per le 20.45. Gli incidenti sono iniziati intorno alle 17, quando i cortei delle tifoserie granata e bianconere hanno provato a venire in contatto all’esterno dello Stadio Olimpico Grande Torino. Le forze dell’ordine sono state costrette ad intervenire dopo un lancio di pietre e bottiglie di vetro da parte del tifo organizzato, compreso il lancio di lacrimogeni per disperdere gli ultras. La polizia avrebbe effettuato otto arresti di tifosi della Juventus ma uno dei manifestanti sarebbe stato colpito da un lacrimogeno, venendo ricoverato allo stadio in condizioni serie. La notizia spinge l’arbitro a rimandare il fischio d’inizio della partita nonostante la tifoseria juventina chieda a gran voce che la partita non venga svolta. I tifosi granata ritirano gli striscioni per solidarietà con i rivali cittadini con i fischi che vengono giù copiosi quando il settore ospiti si svuota nel giro di pochi minuti.
Alla fine arriva la comunicazione ufficiale: Torino-Juventus prenderà il via alle 21.45, un’ora dopo l’orario previsto per il calcio d’inizio. Alla fine, quando si inizia finalmente a giocare, sia il settore ospiti che buona parte della curva Maratona sono desolatamente vuoti. Nonostante la Juventus abbia un bisogno disperato dei tre punti, a partire meglio sono i granata, con Vlasic che spreca un paio di mezze occasioni nei primi minuti. La risposta della Juve arriva poco dopo ma né Bogà né Vlahovic riescono a rendersi veramente pericolosi. Le cose cambiano dal 21’, quando prima Bogà e poi Vlahovic mettono in grosso imbarazzo la difesa granata: alla fine la Juventus trova il vantaggio quando Thuram trova Vlahovic in area il cui tiro viene deviato da Ebosse, mettendo fuori causa Paleari. Il serbo è ancora pericoloso pochi minuti dopo quando il suo colpo di testa sul cross di Kalulu finisce fuori di un niente. La prima palla gol per il Torino arriva nel finale del primo tempo quando il sinistro di Gineitis sul cross di Ebosse finisce sul fondo.
Il secondo tempo vede i bianconeri partire forte e sfiorare il raddoppio con Cambiaso, che si vede respingere il tiro dalla distanza da Paleari: dopo che un tiro di Locatelli finisce per poco sul fondo, un pallone perso da Vlasic scatena la ripartenza bianconera. Conceiçao è perfetto nel restituire la sfera al serbo che tocca di giustezza col destro, facendo finire il pallone nell’angolo basso della porta. Con i granata ormai in bambola, Cambiaso fornisce un gran pallone a Conceiçao, che, però, colpisce malissimo con il destro. Gol sbagliato, gol preso: su un calcio d’angolo battuto da Obrador, la difesa bianconera si dimentica di marcare Casadei che ringrazia sentitamente e riapre il derby della Mole. Una girandola di cambi rende ancora più sbilanciato il Torino, lanciato all’inseguimento del pareggio: squadre molto allungate in campo per un finale decisamente interessante. Al 77' il Torino riesce a rendersi pericoloso fornendo un bel pallone a Njie: non male il suo tiro ma Perin riesce a respingere. Meno fortunato il portiere bianconero quando il nuovo entrato Che Adams si avventa sulla ribattuta di Perin sul colpo di testa di Casadei, aiutato dalla deviazione di Holm. Nel finale c’è anche spazio per una mezza rissa quando Ebosse colpisce con una pallonata Locatelli a terra ma il risultato non cambia. Niente Champions per la Juventus, che finisce sesta e giocherà la prossima stagione in Europa League.
Cremonese-Como 1-4
Il pubblico dello Zini sa bene che la Cremonese ha un bisogno disperato dei tre punti per giocarsi le ultime carte per la salvezza ma il Como di Fabregas ha ancora da inseguire il sogno Champions e non sembra disposto a fare sconti. Sono i lariani a partire forte e creare le prime palle gol con Diao già dai primi minuti: la notizia del vantaggio del Lecce col Genoa è una doccia gelata per i padroni di casa, che comunque riescono a contenere le puntate offensive degli ospiti. Dopo l’infortunio di Maleh e l’ingresso di Vandeputte, il Como continua a dominare il possesso palla, pur senza creare vere e proprie palle gol. L’undici di Fabregas cerca costantemente di mettere palloni dalle parti di Diao, i cui colpi di testa, però, non sono particolarmente precisi. Il gran caldo non aiuta certo lo spettacolo ma, dopo che Da Cunha aveva sprecato una doppia occasione, il Como riesce finalmente a trovare il vantaggio: Audero si supera su una conclusione da distanza ravvicinata di Douvikas ma non può niente quando il tiro di Rodriguez viene deviato da un difensore.
Negli ultimi minuti del primo tempo, Jamie Vardy prova a fare tutto da solo: grandissimo il tiro dell’ex Leicester che finisce fuori di pochissimo. Al ritorno in campo la partita si mette subito bene per l’undici di Fabregas, che trova subito il raddoppio con Douvikas, mettendo ancora più al sicuro la sua candidatura ad un posto in Champions League. Un paio di minuti dopo, però, Ramon è costretto a stendere in area Jamie Vardy: calcio di rigore netto che viene convertito da Bonazzoli. Al 65’ proteste vibranti da parte del pubblico di casa quando il Var rileva un fallo di Bianchetti su Douvikas che vale un calcio di rigore per gli ospiti. L’arbitro è costretto ad estrarre tre volte il cartellino rosso per riportare la calma in campo: Da Cunha è perfetto dal dischetto, Como avanti 3-1 e sempre più vicino alla Champions League. A questo punto la Cremonese in dieci non ne ha più e crolla dal punto di vista mentale, subendo anche il poker quando il capitano dei lariani rientra dalla sinistra e batte nuovamente Audero. Grande vittoria per il Como che approda per la prima volta nella sua storia alla Champions League.