Le immagini dei docenti picchiati dal gruppo di studenti di origine straniera a Parma sta facendo molto discutere. Gli insegnanti pare abbiano deciso di non sporgere denuncia e secondo le ricostruzioni effettuate dalla Gazzetta di Parma, a seguito dell'intervista di uno dei docenti, sembra che all’origine ci sia stato un banale rimprovero. “Intorno all'una”, ha raccontato, "vedo un ragazzo nell'area antistante la scuola, di fronte alla fermata dell'autobus, che sta telefonando. A un certo punto dà un calcio a una lattina che si schianta contro la portiera di un'auto parcheggiata".
Il docente spiega di non conoscere quel ragazzo, “ho saputo solo dopo che era dell'Itis” ma “sono un insegnante e quindi lo richiamo, perché è una cosa senza senso, illogica, e soprattutto da maleducati”. A quel punto, però, “lo studente reagisce a male parole e assieme al collega l'ho richiamato un po' piu' intensamente di prima”. È il racconto di quella che è una giornata tipo di un insegnante quando ha a che fare con studenti particolarmente vivaci. Nulla, fino a quel momento, poteva lasciar immaginare quello che è successo dopo. “Dopo la scuola”, mentre andava via in bicicletta, “incontro quel ragazzo con sette, otto altri giovani che non conosco”. Nel parco si rende conto di essere seguito, “ma non sono stato toccato da nessuno”, mentre il collega che è intervenuto è stato preso a cinghiate.
Questo è il racconto diretto di uno degli insegnanti: nel video diventato virale si vedono alcuni giovani spingere e colpire due professori, mentre altri ragazzi ridono e filmano la scena. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha preso contatti con la dirigenza scolastica dell'istituto parmigiano per esprimere vicinanza ai docenti coinvolti e all'intera comunità scolastica. Gli organi collegiali saranno chiamati a valutare eventuali provvedimenti disciplinari nei confronti degli studenti coinvolti anche se la scuola ha precisato che le decisioni saranno adottate mantenendo una finalità educativa, pur nella consapevolezza della gravità dei fatti. Armando Siri, Responsabile Dipartimenti della Lega, ha rilasciato una nota molto dura in cui evidenzia come “ci sono intere frotte di giovani dai 14 ai 30 anni completamente privi di alfabetizzazione emotiva, allevati a pane, computer e social network, che incapaci di provare qualunque empatia picchiano l'insegnante pensando di essere in un videogioco”.