Si è spento all’età di 91 anni Maurizio Gozzelino, l’enologo piemontese che contribuì a creare uno degli aperitivi analcolici più famosi d’Italia. Il suo nome resterà per sempre legato al Crodino, diventato negli anni un simbolo dell’aperitivo all’italiana grazie a una ricetta rimasta segreta e a uno slogan entrato nell’immaginario collettivo: “L’analcolico biondo che fa impazzire il mondo”.
Dalle colline piemontesi alla nascita dell’analcolico
Nato a Saluzzo nel 1935, Gozzelino era cresciuto tra vini e profumi grazie all’osteria di famiglia “I tre scalini”, esperienza che avrebbe segnato profondamente la sua passione per aromi ed essenze. Dopo gli studi all’Istituto Enologico di Alba, iniziò a lavorare nel settore liquoristico fino alla svolta arrivata nei primi anni Sessanta. Nel 1963 si trasferì a Crodo insieme alla moglie Marisa e al figlio appena nato, chiamato dall’imprenditore Piero Ginocchi a lavorare per la Terme di Crodo Spa. Fu lì che prese forma il progetto destinato a cambiare la storia dell’azienda, un aperitivo analcolico dal gusto unico, capace di competere con i grandi marchi italiani.
La ricetta segreta che conquistò l’Italia
Nel 1965 vennero prodotte le prime bottigliette di Crodino. La formula, perfezionata da Gozzelino, mescolava erbe, spezie e radici come vaniglia, scorza d’arancia, zenzero, coriandolo, assenzio e chiodi di garofano, il tutto affinato in botti di rovere per mesi. Una ricetta rimasta segreta ancora oggi. A trasformare il prodotto in un fenomeno nazionale furono poi le campagne pubblicitarie e gli storici spot di Carosello trasmessi dalla Rai negli anni Sessanta e Settanta. In poco tempo il Crodino diventò un’icona popolare e uno dei simboli più riconoscibili dell’aperitivo italiano.
Il ricordo del Centro Studi Ginocchi
Ad annunciare la morte di Gozzelino è stato il Centro Studi Piero Ginocchi di Crodo, che lo ha ricordato con parole cariche di affetto: "Affabile, abile comunicatore, generoso, dai modi semplici della persona colta ma non esibizionista". L’ente ha anche sottolineato il contributo dato dall’enologo allo sviluppo della Val d’Ossola insieme a Piero Ginocchi. Nel 2016 Gozzelino aveva ricevuto il premio Ginocchi d’Oro, mentre nel 2021 era stato nominato cittadino onorario di Crodo.
Una carriera lunghissima
Nel corso della sua lunga carriera, Maurizio Gozzelino lavorò anche nel settore delle essenze e dei liquori tra Torino, Milano e l’estero. Fu amministratore delegato della San Giorgio Essenze di Torino e proprietario di altre aziende del settore, tra cui la Emans di Milano e la Astese di Bucarest. Nonostante il successo internazionale del Crodino, Gozzelino ha sempre parlato della sua invenzione come di un lavoro di squadra, condividendo il merito con i collaboratori delle Terme di Crodo e con la visione imprenditoriale di Piero Ginocchi.
Il Crodino oggi
Nel tempo la produzione del Crodino è stata trasferita da Crodo a Novi Ligure e il marchio è entrato nel portafoglio del Gruppo Campari. Ma il legame con il Piemonte è rimasto fortissimo, tanto che il Crodino viene considerato uno dei simboli gastronomici della regione, accanto a eccellenze come il Barolo, i tartufi e la bagna cauda. I funerali si terranno martedì 26 maggio nella parrocchia di Santa Maria della Stella, a Rivoli, in provincia di Torino.