Il piano di risanamento di Benetton va avanti. La cura del nuovo amministratore delegato, Claudio Sforza, sta dando i suoi frutti, tanto che nel 2025 la perdita del gruppo dell'abbigliamento si è ridotta a 33 milioni di euro. Un netto miglioramento rispetto alla situazione, ben più complessa, del 2024 quando l'azienda fondata da Luciano Benetton aveva chiuso in rosso per 100 milioni, dopo averne bruciati 230 l'anno prima. Il grande salto al pareggio di bilancio è atteso alla chiusura dell'esercizio di quest'anno.
Le difficoltà del gruppo durano da tempo e vanno di pari passo con le difficoltà vissute dal settore tessile e della vendita retail, ma l'attenzione mediatica è piombata con più forza sul gruppo dopo un'intervista-sfogo risalente a due anni fa di Benetton che annunciava di voler abbandonare la carica di presidente del gruppo dicendo di essere stato «tradito dai suoi manager» ritenuti colpevoli di un «buco da 100 milioni» lasciato nel bilancio. Lo stesso Luciano era rientrato nella gestione operativa del gruppo nel febbraio 2018, dopo anni di gestione esterna. L'intento era salvare il marchio da una situazione difficile, in un mercato reso più complicato dall'avanzata del fast fashion. Erano lontani, infatti, i fasti di un tempo quando tra fine anni Ottanta e primi
anni Duemila Benetton era una potenza mondiale, presente in 120 Paesi, con un fatturato superiore a 2 miliardi e una presenza massiccia nella cultura di massa con la scuderia Benetton in Formula Uno, ma anche fautrice di squadre di grande successo in sport come rugby, pallavolo e basket. A partire dal marzo 2020 il fondatore aggregò al suo fianco come amministratore delegato Massimo Renon. Ma l'esperienza alla fine sarà fortemente negativa: Benetton, con la sua denuncia pubblica sui giornali, fece da preambolo a una robusta sterzata alla guida del gruppo, culminata con la cacciata di Renon. Edizione, la cassaforte di famiglia guidata dal presidente Alessandro Benetton, è intervenuta in prima linea per guidare il rilancio del gruppo di Ponzano Veneto mettendo a disposizione 240 milioni a supporto del piano di rilancio. Al posto di Renon è dunque arrivato l'attuale ad Sforza, un manager che vanta importanti esperienze in Poste Italiane nel ruolo di direttore finanziario e come amministratore delegato in Gamenet. Arrivato all'inizio dell'estate 2024, il nuovo timoniere del gruppo ha iniziato ad applicare il suo piano di rilancio nell'autunno di quell'anno. La ricetta puntava su vari pilastri, tra cui l'aumento strutturale dei ricavi da vendita online dei prodotti, il taglio di circa 500 negozi (ora a scesi a 2.700) a livello globale e la riduzione del personale attraverso uscite incentivate.
A distanza di due anni, il gruppo ha visto una contrazione dei ricavi nel corso del 2025 a poco meno di 800 milioni di euro, ottenendo però una struttura di costi decisamente più snella. A tal punto che l'azienda ha rinunciato a 90 milioni della liquidità messa a disposizione della controllante Edizione. Anche la situazione debitoria è migliorata, passando da 411 milioni del 2024 ai 313 milioni di fine 2025. All'inizio di quest'anno, poi, sono state messe in pista ulteriori iniziative come il riassetto della governance aziendale e una prima alleanza industriale. Il primo accordo in tal senso è stato tra Benetton Logistics e Poste Italiane, per l'ingresso di Poste Logistics (con una quota del 51%) nel capitale della neonata joint venture «Logistic 360».

