Iran, Trump annuncia l’accordo: "Ho già parlato con Netanyahu"

Scritto il 24/05/2026
da Valeria Robecco

Per il tycoon negoziate le linee di un patto con i leader del Golfo che prevede la riconsegna dell’uranio e la riapertura di Hormuz: "Presto comunicheremo i dettagli"

Si continua a negoziare per chiudere un'intesa tra Usa e Iran che ponga fine alla guerra, ma l'accordo sembra quasi fatto. Ad annunciarlo è lo stesso Trump su Truth. Il presidente Usa ha sfoggiato ottimismo ricordando che ha già parlato con i leader arabi e con Netanyahu, definendo questi colloqui positivi. Trump ha inoltre sottolineato che è imminente anche la riapertura dello stretto di Hormuz.

Prima di queste telefonate Trump aveva incontrato i suoi consiglieri Steve Witkoff e Jared Kushner per discutere l'ultima bozza dell'accordo quando ancora le possibilità di un fallimento erano al 50%. «Credo che accadrà una di queste due cose: o li colpirò più duramente di quanto siano mai stati colpiti, oppure firmeremo un accordo valido», aveva commentato il tycoon, ammettendo che «alcune persone preferirebbero di gran lunga un'intesa, mentre altre preferirebbero riprendere la guerra». Già con la Cbs Trump si era mostrato ottimista, dicendo che gli Stati Uniti si stanno «avvicinando notevolmente» a finalizzare

un accordo e «ogni giorno va sempre meglio»: ma «firmerò solo un documento in cui otteniamo tutto quello che vogliamo», aveva assicurato l'inquilino della Casa Bianca.

«Dopo diverse settimane di colloqui bilaterali, stiamo osservando una tendenza alla convergenza» con le posizioni americane, ha fatto sapere da parte sua il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghai, rivelando che il suo Paese si trova nella fase finale delle discussioni su un memorandum d'intesa con Washington per la cessazione delle ostilità. «Questo non significa necessariamente, tuttavia, che raggiungeremo un accordo sulle questioni principali con gli Usa», ha aggiunto.

Secondo il Financial Times, i mediatori ritengono di essere vicini a un accordo per estendere di sessanta giorni il cessate il fuoco e per porre le basi per le discussioni sul programma nucleare. L'intesa, ha precisato il giornale, include una graduale riapertura dello Stretto di Hormuz e l'impegno a discutere come diluire o consegnare le scorte dell'Iran di uranio altamente arricchito. «Le cose sembrano andare nella giusta direzione - ha detto un diplomatico al Ft - Ora la bozza è nelle mani degli americani per la revisione. È probabile che gli iraniani siano pronti a concedere di più sul fronte dell'energia nucleare, ma non lo faranno finché la guerra è in corso. Questo accordo

contribuisce a colmare il divario». E proprio sulla consegna dell'uranio che verte uno dei principali punti concordati con i leader arabi da Trump.

Tra i nodi da sciogliere durante i colloqui a Teheran con funzionari pakistani e qatarioti c'è anche quello degli asset iraniani congelati. Sebbene l'ammontare esatto dei beni non sia chiaro, fonti ufficiali di Teheran ed esperti hanno stimato che il valore totale dei beni iraniani congelati all'estero superi i 100 miliardi di dollari. Intanto, Il New York Times ha rivelato che Israele e il suo premier Benjamin Netanyahu sono stati messi da parte da Trump durante le concitate ore in cui si sta tentando di raggiungere un accordo con l'Iran per porre fine al conflitto. Bibi è passato di fatto dal ruolo di «co-pilota» a quello di «mero passeggero», ha scritto il quotidiano, e ha parlato (citando fonti della sicurezza israeliana) di una «battuta d'arresto umiliante» per lo Stato ebraico, che comporta inevitabilmente «rischi significativi per il Paese». Ipotesi poi smentita dalla stessa telefonata di Trump al premier israeliano. Di tono ben diversa all'ultima «lugna e drammatica» tra i due leader.