Dalle piscine chiuse alla cultura, Majorino sconfessa giunta Sala (e Pd)

Scritto il 19/07/2026
da Chiara Campo

Fibrillazioni sulle primarie, Quartapelle: "Non decidano pochi in una stanza"

Ogni volta che si parla di un "candidato moderato" per il dopo Sala, Pierfrancesco Majorino salta sulla sedia. "Io ve la buco questa storia, ve lo giuro" ha sbottato giorni fa sui social. Chiarendo che, se un pezzo del centrosinistra sta usando l'escamotage per tagliarlo fuori dalla corsa e optare piuttosto su un profilo come Umberto Ambrosoli o il giornalista Mario Calabresi - "serve un moderato per non spaventare gli elettori moderati" - per lui, capogruppo regionale del Pd ed ex assessore delle giunte Pisapia e Sala "uno", bisogna puntare invece sull'esatto opposto. "L'alleanza che si candiderà a governare il futuro della città dovrà avere un programma radicale per affrontare il tema del costo della casa (altro che moderati)", avverte, per "non farsi fregare dai fondi immobiliari e aumentare gli oneri di urbanizzazione", per "costringere il governo a mandare gli agenti che si stanno aspettando da quattro anni", per "riaprire le piscine in tempi certi (e a costi sostenibili)", per "diffondere la cultura nei quartieri e non solo nei soliti giri". Insomma "è la visione della città, e non i ragionamenti politicisti sullo stare più al centro, sopra o sotto, che si dovrà mettere a fuoco. Ed è per questo che vanno fatte le primarie: per confrontarsi innanzitutto sulle idee". Se il sindaco Beppe Sala aveva preso male i richiami alla "discontinuità" del segretario milanese Pd Alessandro Capelli mesi fa, avrà digerito peggio il programma di Majorino che - in pratica - sconfessa la linea e anche l'atteggiamento tenuto dalla giunta negli ultimi anni. Ogni impegno sottintende una critica, un assaggio della campagna per le primarie (semmai ci saranno). C'è qualcuno a Palazzo Marino che secondo Majorino si è fatto "fregare" dai fondi immobiliari, come denunciano la sinistra radicale e il Movimento 5 Stelle che sui temi sicurezza e urbanistica, ha già avvisato il coordinatore cittadino Stefano Buffagni, non farà sconti a Sala ai dem anche in una campagna del "campo largo". Sulle piscine chiuse e i restyling Majorino non fa sconti (e d'altra è come sparare sulla Croce Rossa), sulla cultura "nei soliti giri", ma evidentemente imputa a Sala di non essere abbastanza incisivo a Roma (non si fa "sentire" sul tema degli agenti).

Tant'è, il toto sindaco si è allungato nelle ultime settimane a sinistra ma ieri si è chiamata fuori la rettrice del Politecnico Donatella Sciuto, secondo i rumors uno dei nomi che avrebbe evitato il ricorso ai gazebo. Non è interessata alla politica, ha chiarito bene al Corriere, e si è espressa a favore della vicesindaca Pd Anna Scavuzzo, già scesa in campo. E dalle Comunali alle cattedre, a proposito di promozioni nei mesi scorsi ha ottenuto proprio al Politecnico la cattedra di professore ordinario di seconda fascia al Dipartimento di Design Graziella Leyla Ciagà. Via libera dalla commissione giudicatrice alla ricercatrice dell'ateneo dal 2008, ma che è nota anche per essere stata assessore all'Ambiente della giunta Gori a Bergamo e deputata del Pd. Tornando alle Comunali, la questione primarie agita i dem. Fuori la Sciuto, per evitarle l'altro nome sul tavolo è Ambrosoli ma, come Majorino, si candidò e perse contro Attilio Fontana alle Regionali, un neo sul cv. Improbabile che possa evitare i gazebo Calabresi, ma la lista degli eventuali andrebbe sfoltita necessariamente perchè oltre a Scavuzzo e a Majorino (che non ha sciolto le riserve ma fa già campagna nei quartieri) si sono già fatti avanti l'assessore Emmanuel Conte, l'attivista Tommaso Goisis, l'assessore Pd del Municipio 1 Lorenzo Pacini, è pronta la ricercatrice Carlotta Cossutta. La deputata dem di area riformista Lia Quartapelle ieri ha ribadito: "La persona giusta per tornare a unire e motivare la città, che è sfibrata, arrabbiata, e incerta, non lo decidono le etichette, il ranking sui social, poche persone chiuse in una stanza, lo decidono gli elettori. Nelle primarie prima, e alle urne dopo. A chi pensa che la strada giusta sia scegliere tra pochi, se si mette un coperchio di finto unanimismo sopra un candidato, ci si mette poco a trasformare la rabbia in delusione, e la delusione in disinteresse e astensione".