Un sogno, finalmente a portata di mano. Questa sera, alle 20,45, la Roma può ottenere la qualificazione alla Champions League. Un traguardo ambito, che i giallorossi hanno vanamente inseguito negli ultimi anni. L'ultima partecipazione alla massima competizione europea risale infatti al 2018-19 (l'eliminazione maturò agli ottavi contro il Porto), con i capitolini che negli ultimi sette campionati non sono mai riusciti ad arrivare fra le prime quattro in campionato. Una lunga astinenza, che ha messo in difficoltà allenatori (Gasperini è l'ottavo a provarci), giocatori e società.
Era dalla sconfitta con il Genoa nella 28esima giornata che la Roma non riusciva a terminare una giornata di campionato fra le prime quattro, il sogno sembrava destinato, per l'ennesima volta, a restare tale. La vittoria nel derby alla 37esima e il sorprendente scivolone della Juventus contro la Fiorentina, però, hanno messo in mano ai giallorossi il match point. Contro il Verona già retrocesso servono i 3 punti, altrimenti la qualificazione verrebbe nuovamente messa a rischio e dipenderebbe anche dai risultati di Como e Juventus.
"In questo periodo spesso si fanno bilanci, ma noi siamo e dobbiamo essere concentrati su quest'ultima partita - ha spiegato Gasperini -. Sarebbe un traguardo per la società, per i tifosi, per la squadra che manca da anni. Dipende solo da noi". Il tecnico si è poi soffermato sulla presenza dei Friedkin, i proprietari americani spesso accusati di seguire troppo da lontano le dinamiche del club ma che questa sera saranno al Bentegodi per sostenere squadra e allenatore: "La presenza della proprietà è fondamentale: si evitano situazioni spiacevoli che possono nascere. La loro presenza dà forza alla squadra e all'ambiente, dà risposte chiare e più veloci rispetto al passato. La qualificazione alla Champions sarebbe fondamentale dal punto di vista economico. Potremmo aumentare la distanza dalle altre squadre e spendere di più". Anche per questo la società insegue questo traguardo da anni.

