Già spenti in Lombardia 144 autovelox su 557

Scritto il 19/07/2026
da Chiara Campo

Effetto della riforma voluta dal ministro Salvini. Un ricorso contro la piazza tattica di via Gattamelata

Un quarto degli autovelox spenti da una settimana in tutta la Lombardia. É l'effetto della riforma fortemente voluta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini (e diventata operativa il 13 luglio) per mettere un freno ai velox «usati per fare cassa». Dopo l'entrata in vigore, nella regione sono già stati disattivati 144 impianti non omologati su un totale di 557. Gli altri 413 risultano a norma e quindi possono continuare a multare senza ulteriori modifiche. «Dopo 34 anni - ha sottolineato ieri il vicepremier della Lega - si è dunque messo fine al caos delle multe da rilevamento automatico grazie all'individuazione di criteri univoci per tutti i dispositivi utilizzati». Salvini puntualizza che «che se da un lato è fondamentale garantire la sicurezza stradale con misure chiare che devono essere rispettate dagli automobilisti», dall'altra «il controllo per la sicurezza non può trasformarsi in un modo poco trasparente per fare cassa alle spalle dei cittadini».

A Milano città, come anticipato, il Comune ha dovuto spegnere ben dieci impianti su diciassette, e al momento non ci sono notizie sulla data di riaccensione. Spenti in entrambe le direzioni i velox sul cavalcavia Monteceneri (verso piazzale Lugano e viale Serra), idem quelli vicini lungo viale Serra (direzione Monteceneri e a ridosso di piazza Stuparich), «non conformi» e quindi inattivi entrambi gli impianti posizionati lungo viale Enrico Fermi, i due in lungo viale Famagosta (quello in direzione Miani non era ancora stato attivato), uno in via dei Missaglia e quello in via Parri (mai attivato).

Dove si rischia? Sono sopravvissuti alla «tagliola» e continuano a multare regolarmente i due autovelox su via Virgilio Ferrari (direzione centro e periferia), quelli lungo viale Fulvio Testi (direzione centro e periferia), quello in via dei Missaglia (direzione centro), quello in via Parri (direzione centro) e Palmanova (direzione centro).

E dopo esposti e raccolte firme, il Comune ha ricevuto anche un ricorso al presidente del Consiglio di Stato contro la «piazza tattica» di via Gattamelata, in zona Portello, la maxi isola pedonale creata lo scorso aprile dal Comune in prossimità delle scuole e della vecchia Fiera. Un intervento che ha chiuso al traffico via Gattamelata tra viale Teodorico e via Colleoni, piazza Turr e un tratto di via e eliminato circa duecento posti auto. Nei giorni scorsi la giunta ha approvato la costituzione in giudizio. Il ricorso è stato notificato al Comune il 22 aprile, l'ha depositato l'avvocato Michele Rizzo, residente in via Faravelli, e chiede di annullare la pedonalizzazione delle polemiche. La giunta ha trasformato oltre 5.500 metri quadrati di asfalto in una delle tante «piazze tattiche» con panchine, tavoli da picnic, fioriere e la «Tubometro Arena» per lo street football. «Non è riqualificazione ma propaganda ideologica» aveva protestato (tra gli altri) il segretario provinciale della Lega Samuele Piscina.