A poche ore dall'avvio del periodo di adesione all'Opas promossa da Poste Italiane su Tim, arriva un passaggio destinato a pesare nelle valutazioni del mercato. Il cda di Telecom, riunitosi ieri alla presenza anche del collegio sindacale, ha infatti approvato all'unanimità il comunicato dell'emittente relativo all'offerta che prenderà il via domani.
Il via libera del board rappresenta un tassello importante nel percorso avviato dal gruppo guidato dall'amministratore delegato Pietro Labriola, che negli ultimi anni ha portato avanti una profonda trasformazione industriale culminata nella cessione della rete e nel ritorno all'utile. Allo stesso tempo, l'operazione conferma le ambizioni di Poste Italiane, guidata da Matteo Del Fante, di dare vita a un grande polo nazionale dei servizi finanziari e delle telecomunicazioni.
Nel dettaglio, il comunicato approvato dal cda contiene la valutazione motivata sulla congruità del corrispettivo, che prevede una componente in denaro pari a 1,67 euro e una componente in titoli, rappresentata da 0,218 azioni ordinarie di nuova emissione di Poste Italiane per ciascuna azione ordinaria Tim conferita.
Secondo quanto comunicato dalla società, il cda, sulla base delle analisi svolte dal management e con il supporto di un documento predisposto da Kearney, «ha valutato positivamente il razionale e le prospettive industriali dell'operazione e la coerenza con il percorso intrapreso da Tim». Una valutazione che si accompagna a un giudizio favorevole anche sul piano strettamente finanziario. Il board, infatti, «anche sulla base del contenuto delle fairness opinion degli advisor finanziari, ha ritenuto congruo il corrispettivo dal punto di vista finanziario». Dopo il via libera della Consob arrivato giovedì scorso, l'offerta di Poste Italiane potrà infatti prendere il via domani per concludersi, salvo eventuali proroghe, l'11 settembre.
L'operazione segna l'approdo di una strategia perseguita nel tempo dal gruppo Poste. L'ingresso nel capitale di Tim risale al febbraio 2025, con l'acquisizione del 9,8% detenuto da Cassa depositi e prestiti in cambio della partecipazione in Nexi. Successivamente, tra marzo e dicembre dello stesso anno, il gruppo guidato da Del Fante ha rilevato anche la quota detenuta da Vivendi, arrivando a consolidare una presenza superiore al 27% del capitale e ponendo le basi per il lancio dell'offerta annunciata a marzo.
L'obiettivo dichiarato da Poste Italiane è quello di costruire un campione nazionale capace di integrare infrastrutture, servizi di telecomunicazione, pagamenti e piattaforme digitali, facendo leva sulla complementarità tra due realtà che rappresentano asset strategici per il Paese. Un progetto che si inserisce in un contesto profondamente mutato per Tim, dopo il riassetto degli ultimi anni e il lavoro portato avanti dal management di Labriola per rilanciare i conti.
La tempistica dell'Opas avrà anche un impatto sul calendario finanziario di Tim. La società ha infatti reso noto che il piano industriale non sarà aggiornato fino al completamento dell'offerta e alla definizione degli scenari che emergeranno al termine del periodo di adesione. Il 29 luglio sarà comunicata esclusivamente la semestrale, in linea con quanto deciso da Poste. Il gruppo guidato da Del Fante ha, infatti, rinviato la presentazione del piano, inizialmente fissata al 24 luglio. Dopo l'operazione la presenza dello Stato in Poste scenderà al 50 percento.

